contributo del nostro socio donatore, prof. Ulderico Nisticò- letterato e storico – redatto in occasione della festa del trentennale di fondazione della Comunale Avis Soverato (1-12-2012)
Mentre l’AVIS radunava volontari e raccoglieva sacche, a Soverato succedevano molte cose di diversa natura e diverso esito.
Negli anni 1980 l’impianto urbano della città si espandeva rapidamente. Nascevano: la zona detta allora 167, oggi comunemente via Amirante o cooperative; la Panoramica, che, concepita come zona residenziale di lusso,
diventò presto solo residenziale; la Cuturella e via Trento e Trieste; Turrati; mentre a Soverato Superiore si costruiva e verso il monte e verso il mare, ma sempre ai limiti della collina. Che la crescita topografica e demografica sia stata anche economica e sociale, chi scrive pensa il contrario: ma è un altro discorso. Il fervore di costruzioni e di trasferimento dai paesi interni verso Soverato venne a scemare già prima della fine del secolo scorso, e oggi può dirsi cessato. Si devono constatare anche esodi da Soverato verso centri costieri confinanti.
Veniva meno l’antico sistema dei commerci all’ingrosso, che aveva fatto la fortuna della Soverato ottocentesca e della prima metà del Novecento; e cresceva, anche eccessivamente, il numero degli esercizi al dettaglio. Si aprivano molti nuovi ristoranti e stabilimenti balneari; al contrario, e pessimo segno, molti alberghi venivano chiusi o trasformati in condomini. Si completava il sistema scolastico statale con Liceo Scientifico, Istituto Commerciale, Istituto Geometri, Alberghiero, non senza qualche problema logistico. Continuava la lunga storia del Liceo Classico salesiano; adeguandosi alle riorganizzazioni nazionali, l’Istituto Magistrale delle Suore salesiane si ristrutturava in corsi di Liceo pedagogico. Ebbero vita anche una Scuola per assistenti sociali, un Liceo linguistico e un Istituto per recupero anni scolastici.
Era un tempo in cui in Italia cresceva tutto il terziario possibile. Ecco a Soverato, dopo lunghissima attesa, il Presidio Ospedaliero, con Unità Sanitaria Locale e vari servizi sanitari; uffici pubblici finanziari e territoriali; le stazioni di Carabinieri e Finanza divennero rispettivamente Compagnia e Tenenza; seguiranno un Comando di Guardia Costiera, una delegazione di Polizia Stradale e un distaccamento di Vigili del fuoco.
Restava insoddisfatto il desiderio di sedi giudiziarie. In tempi più recenti, anche Soverato ha subito delle riduzioni di uffici e autonomie. Mentre si rinunciava alle Terme, distrutte dalla mareggiata e i resti rimossi, e ad altri progetti di troppo largo respiro, sorgevano il Teatro comunale, l’Acquario, la Villa comunale e il Giardino botanico.
Le scuole e gli uffici e servizi, molti presenti solo in Soverato, ne fanno una città di flussi e punto di riferimento di un vasto comprensorio dalle porte di Catanzaro al Basso Ionio, a più tratti della provincia di Reggio C. e di quella, istituita nel 1992, di Vibo V.
Irrisolto, rispetto a questa funzione, è il problema delle vie di comunicazione. La ferrovia ionica, giunta a Soverato nel 1875, subisce continue diminuzioni di traffico; l’ammodernamento della statale 106, quasi solo nominalmente detta E90, è poco più di una promessa, realizzatasi solo una bretella a monte della città; ed è lontana la Trasversale delle Serre.I trasporti marittimi, origine stessa dello sviluppo soveratese, sono un ricordo di belle fotografie.
L’informazione, pur con alterne vicende, è affidata a riviste locali, radio ed emittenti televisive. Sono stati pubblicati molti libri sulla storia di Soverato o su singoli argomenti cittadini.
Negli anni 1980 c’era ancora la Prima repubblica nel pieno della partitocrazia. Dal 1975 la vita politica comunale venne segnata da una dialettica tra democristiani e socialisti, con il sostegno precario di altri partiti e un rapporto ambivalente con i comunisti; unica opposizione, i missini, ma non senza tentazioni collaborazionistiche! Difficile seguire il turbinio di maggioranze e crisi periodiche e di fatto programmate, e qui ricordiamo i sindaci, a loro volta spesso presenze fugaci: 1979-82, Sandro Nisticò (Psi); 1982-83 Domenico Giorla (Dc); ancora Antonino Calabretta; 1985-88 Francesco Tiani (Dc); 1988-89, Antonio Caminiti (Dc); 1989-91 Giuseppe Gualtieri (Dc); 1991-93 Gerardo Pagano (Dc). Nel tempo della più o meno genuina Seconda repubblica, dal 1993 al 2001, Gianni Calabretta con il movimento composito Pedalando Volare; seguì Raffaele Mancini di centrodestra; e, dal 2011, è sindaco Leonardo Taverniti. Il quadro politico soveratese si è stabilizzato sul centrodestra come oggi s’intende. Secondo una cattiva tradizione, la città non riesce a esprimere una rappresentanza politica nazionale, e nemmeno un consigliere regionale, e il suo peso politico in Calabria è nettamente inferiore a quello economico e demografico.
Città in gran parte nuova, Soverato è priva di aggregazioni naturali e di parentele; nascono perciò le molte associazioni culturali e di volontariato, che, con diverse vocazioni e valenze, consentono incontri periodici e collaborazioni: l’AVIS è una di queste, e meritano ricordo anche Afadi, Banda Musicale, Biblioteca delle donne, Croce Rossa, Exallievi salesiani, Exallievi M. Ausiliatrice, Fidapa, Grillo, Lions, Misericordia, Mogli Medici, Proloco, Rotary, San Gerardo, Soroptmist, Unitalsi, Università Terza Età. Più recentemente hanno avuto vita i Quartieri.Molte e vivaci le manifestazioni culturali e di incontro: Carnevale, Convegni e conferenze, Feste religiose con programmi civili, Festival Magna Grecia, Giochi di Eutimo, Grandiosi spettacoli di teatro all’aperto (Resurrexit, Eutimo… ), Lunedì culturali, Presentazioni di libri, Sagre popolari, Stagioni teatrali del Comunale e del Grillo… Lo sport vedeva l’ascesa della Squadra di pallavolo in A2 e buon successo del calcio e altre discipline.
La Parrocchia di Soverato Marina, affidata dal 1941 ai Salesiani, costituisce con l’Oratorio un punto di riferimento anche sociale. La reggono, nel periodo considerato, i parroci don Alfonso Alfano, don Lindo Formato, don Luigi Benvegna, don Peppino Resta, don Rosario Adamo, don Italo Sammarro, don Tobia Carotenuto. Sono stati arcipreti di Soverato Superiore don Giorgio Pascolo, don Vincenzino Raspa, don Peppino Zoccali e nuovamente
don Pascolo.
Non sempre le vicende cittadine sono state liete. L’anno 2000 sarà ricordato per un evento naturale di nubifragio che, non senza responsabilità umane e di illegalità e di superficialità, causò tredici morti. Negli ultimi trent’anni la sociologia cittadina ha subito mutamenti che è bene considerare: prevale e cresce un ceto impiegatizio, di cui sono andati diminuendo negli anni il reddito relativo e lo stesso numero per effetto di pensionamenti e mancate sostituzioni. Il contesto produttivo non pare ai giovani aprire molte prospettive.
Pur con queste contraddizioni, Soverato resta la terza città della Provincia di Catanzaro, e ha in sé le energie morali e culturali per recuperare qualche passo indietro e tornare ad avanzare. Le associazioni di volontariato sono una delle sue più produttive energie.
Ulderico Nisticò
