Si è svolta nella mattinata di domenica 13 luglio, presso la nostra sede in Via Cesare Battisti n. 26 - Soverato- la programmata raccolta di sangue. 27 le unità di sangue intero raccolte che come prescritto sono state prontamente trasferite al Centro Trasfusionale dell'Ospedale di Catanzaro a cura del corriere di Avis Provinciale Catanzaro. Questa comunale è fortemente impegnata a sensibilizzare la comunità sull'importanza del dono del sangue che assume una rilevanza particolare nel periodo estivo. Per tale motivo riteniamo che il risultato odierno va nella giusta direzione, segnala l'attenzione dei nostri donatori consapevoli che nel periodo estivo la carenza di sangue si fa sentire in maniera preponderante e quindi diviene fondamentale non disertare la donazione ma adoperarsi a gestire il proprio tempo e fare la donazione prima di andare in vacanza e magari, per chi in vacanza è già presso di noi, recarsi nei punti di raccolta disseminati sul territorio e organizzati dall’Avis ed effettuare la donazione. Il punto di raccolta dell’Avis Comunale Soverato “Rossella Anastasio” è in Soverato Via C. Battisti n. 26.
L'accoglienza e il ristoro post-donazione sono stati curati con meticolosa professionalità dall’equipe avisina costituita dalla Segretaria del sodalizio Isabella Giglio, da Concetta Martino corriere di Avis Provinciale Catanzaro e da Elsa Sgro e Francesca Froiio volontarie del Servizio Civile Nazionale, coordinate dalla Vice Presidente Vicaria Manola Bullese che entusiasta del risultato dichiara: ringrazio tutti i donatori partecipanti che ancora una volta concretamente si sono prestati a dare sollievo agli ammalati e contribuire a contrastare l’emergenza sangue che puntualmente si ripresenta nel periodo estivo durante il quale si avverte un calo di donazioni, mentre il bisogno di sangue aumenta, anche per il maggior flusso di turisti e per il fabbisogno di servizi come, ad esempio, l'alta chirurgia e i trapianti. Donare il sangue significa davvero salvare una vita o addirittura più vite. Se nessuno lo facesse, molti bambini malati di leucemia non potrebbero sopravvivere, così come le persone in gravi condizioni dopo un incidente. Donare sangue periodicamente, conclude la Vice Presidente avisina, garantisce a noi, donatori potenziali, un controllo costante del nostro stato di salute, attraverso visite sanitarie e accurati esami di laboratorio. Abbiamo così la possibilità di conoscere il nostro organismo e di vivere con maggiore tranquillità, sapendo che una buona diagnosi precoce eviterà l'aggravarsi di disturbi latenti.
L'apprezzatissima dott.ssa Assunta Ericina ha coordinato l’equipe sanitaria formata dagli infermieri Tiziana Venoso e Piero Sanso.
Quattro i donatori dichiarati dalla dott.ssa Ericina temporaneamente non idoenei.
A tutti ancora un ringraziamento.
La prossima giornata di raccolta è fissata per domenica 27 presso la sede avisina sita in Soverato via C. Battisti n. 26 con inizio ore 7.30 fino alle 11.30
E’ bene ricordare che tutti possiamo donare il sangue, basta essere in buono stato di salute. Avere un’età compresa fra 18 e 60 anni e pesare almeno 50 kg. Il mattino del prelievo si può aver fatto una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati. Le donne che hanno in corso una terapia anticoncezionale non devono sospenderne l’assunzione quotidiana.
Oggi abbiamo raccolto 27 unità di sangue a Davoli Marina.
GRAZIE ZIE a tutti i nostri DONATORI che hanno preferito al mare effettuare il gesto nobile anonimo e solidale del dono del sangue consapevoli che donare sangue in estate e' ancora più importante perché la malattia non va in ferie e l'emergenza estiva che puntualmente si ripresenta si può contrastare proprio con la partecipazione alle giornate di raccolta organizzate sul territorio dall'AVIS.
2 nuovi donatori.
Grazie a don Gregorio per la collaborazione e per la disponibilità a ospitarci nei locali parrocchiali.
Prossima raccolta a Soverato sede domenica 13 dalle ore 7.30 alle 11.30. Ricordiamo: Donare sangue in estate e' ..... ancora piú importante.
Donare il sangue è un gesto di solidarietà... Significa dire con i fatti che la vita di chi sta soffrendo mi preoccupa
Il sangue non è riproducibile in laboratorio ma è indispensabile alla vita. Indispensabile nei servizi di primo soccorso, in chirurgia nella cura di alcune malattie tra le quali quelle oncologiche e nei trapianti
Tutti domani potremmo avere bisogno di sangue per qualche motivo. Anche tu. La disponibilità di sangue è un patrimonio collettivo di solidarietà da cui ognuno può attingere nei momenti di necessità. L’intervallo minimo, tra una donazione di sangue intero e la successiva, è di 90 giorni per gli uomini e di 180 giorni per le donne in età fertile.
Le donazioni di donatori periodici, volontari, anonimi, non retribuiti e consapevoli... rappresentano una garanzia per la salute di chi riceve e di chi dona.
In estate, con le ferie, gli svaghi, i divertimento, le distrazioni e il riposo si ripresenta puntuale l'emergenza sangue. Le malattie purtroppo non vanno in ferie e gli ammalati anche in estate hanno bisogno di cure, di assistenza e di emoderivati. ......un motivo in più per partecipare alla giornata della raccolta sangue ! Ti aspettiamo
Anche per quest’anno il CNS – Centro Nazionale Sangue – ha definito le zone nelle quali se soggiornato anche per una sola notte nel periodo dal 1^ Luglio al 30 Novembre 2014 si applica al donatore una sospensione di 28 giorni dalla donazione di sangue e di emocomponenti.
IN ALLEGATO I PAESI PER I QUALI SI ADOPERA LA SOSPENSIONE.
Il dono arriva alla maturità. Per i quasi 500.000 giovani impegnati oggi nella prova di italiano, una delle tracce a loro disposizione (tipologia b, saggio breve o articolo) ha riguardato proprio il dono.
Moltissimo sono gli spunti contenuti nella traccia: in ambito artistico ci sono la Donazione di Costantino (1248, Oratorio di San Silvestro) e i dipinti ‘Antioco e Stratonice’ (1774, di Jacques-Louis David) e l’Adorazione dei Magi, 1529, di Parmigianino.
Tra i testi, invece, sono proposti agli studenti “Il dono di Natale” (tratto da Le Novelle del 1930 di Grazia Deledda), “Meditazioni della vita offesa” di Theodor W. Adorno, Il dono al tempo di internet di Marco Aime e Anna Cossetta e “Cosa significa ricambiare? Dono e reciprocità”, di Mark Anspach.
Infine, c’è anche un significativo articolo di Vita No Profit che include le riflessioni su dono e reciprocità di Enzo Bianchi, al festival della filosofia di Carpi.
“Ci è piaciuta – commentano il presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni, e la responsabile comunicazione, Claudia Firenze – questa scelta del Ministero di far riflettere i giovani sul tema del dono nelle sue mille sfaccettature. Ora, dopo le fatiche di questa prova e delle successive, ci piacerebbe che tanti di queste ragazze e ragazzi si avvicinassero concretamente alla donazione di sangue. Abbiamo un grande bisogno di loro e abbiamo appena lanciato la campagna ‘La prima volta’ proprio per avvicinarci con simpatia e con il sorriso sulle labbra alle loro emozioni”.
Ci sono cose che durano un attimo ma restano tutta la vita.
Raccontaci la tua prima volta. Scrivi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La nuova campagna di comunicazione di AVIS, è incentrata sul tema della “prima volta”.
Il concept della campagna si rivolge soprattutto ai neo donatori, mostrando come ci siano tante “prime volte” nella nostra vita che a volte possono persino spaventarci perché non ci sentiamo in grado di superarle, ma che poi ci regalano emozioni e felicità. La donazione del sangue rientra tra i comportamenti che, quando entrano a pieno titolo nei nostri comportamenti abituali, contribuiscono a definire in maniera significativa la nostra identità. In questo senso, alla prima volta – intesa come prima donazione – ne seguiranno moltissime altre.
La campagna si rivolge quindi anche a chi è già donatore: la prima donazione diventa così un momento fondamentale che fa parte della nostra storia, come quando abbiamo aperto gli occhi, siamo andati per la prima volta in bicicletta senza rotelle, abbiamo dato il primo bacio… e così via. La proposta prevede uno sviluppo più tradizionale su campagna stampa e affissione, ma anche più social con video (per campagna TV e web viral marketing), radio e social (blog e social network collegati).
Partecipa anche tu al racconto collettivo.
(Santa Messa del Donatore ricorrenza Trentennale Fondazione Avis Comunale Soverato - 01.12.2012-)
Omelia di Don Lindo Formato, Salesiano Sacerdote, cofondatore Avis Comunale Soverato
1° Avvento. C
“Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti. Come avete imparato il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate -, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù” (cfr 1Ts.3,12;4,1.2).
Paolo, nella lettera ai fedeli di Tessalonica descrive una modalità di comportamento del vero credente, partendo dalla sua esperienza di incontro con Gesù; fa capire che la vera chiamata del cristiano è diventare suo apostolo, un fedele, missionario, promotore, divulgatore.
Perfetto imitatore di Cristo, l’apostolo svolge un servizio, pronto a dare la vita per i suoi cristiani. La comunità è il luogo dove l’esperienza di Dio e l’esperienza della fraternità determinano e plasmano il modo di agire, di vivere, di relazionarsi reciprocamente, in un’atmosfera di famiglia.
Emerge la figura di Paolo afferrato dall’attenzione e dalla cura nei confronti della comunità di Tessalonica appena formata, la sua gioia non consiste nella soddisfazione umana che porta ad un certo successo, ma nel fatto che i credenti della città hanno incontrato il vero Dio, la cui Parola dà un senso pieno alla loro vita.
L’apostolo elogia la comunità, perché il loro esempio costituisce un formidabile veicolo alla diffusione della fede in Gesù. L’esempio vivo di una comunità credente vale più di molte parole. L’apostolo invita ad amare e ad essere anche modelli concreti negli ambienti in cui vive.
Volendo parafrasare questo brano di san Paolo, richiamo alcuni punti di riferimento che nel lontano agosto 1986 ho lasciato a questa Comunità parrocchiale: Conserva e fa crescere ciò che di buono hai visto e sentito. Sii pronto alla misericordia; sii caldo nell’accoglienza; sii in tutto cordiale.
Aggiungo, per la specificità dell’Associazione, che l’impegno che viene profuso sia sempre caratterizzato dal senso pieno del servizio disinteressato e gratuito. Non è facile essere convinti di questo, non è semplice mostrare con la vita questo atteggiamento.
L’evangelista Luca stigmatizza questa modalità e stile di vita con un versetto che deve far pensare: “quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (cfr. Lc. 17,10).
RELAZIONE DEL PRESIDENTE 1 DICEMBRE 2012-
A nome del Consiglio Direttivo che ho l’onore di presiedere porgo un cordiale saluto e il più sentito ringraziamento per essere presenti alla Festa del trentennale della nostra Comunale, alle autorità Civili, Religiose e Militari, alle donatrici e ai donatori.
Prima di iniziare i nostri festeggiamenti, Vi invito ad osservare un minuto di silenzio in memoria della nostra cara Presidente Onoraria Maria Antonietta Macrina, esempio di attenzione e dedizione agli altri, scomparsa lo scorso anno, e di tutti i Donatori che non sono più tra noi.
TRENT’ANNI AL SERVIZIO DELLA VITA. È lo slogan che campeggia sulla locandina commemorativa del nostro trentennale che ben rappresenta l’impegno costante profuso nella diffusione della cultura della donazione del sangue, del far volontariato in silenzio, attivamente e nel pieno rispetto dell’altro-il malato-.
Le 40 persone che trent’anni fa si radunarono nei locali parrocchiali, in un periodo che si caratterizzava per la scarsa reperibilità del sangue in loco e presso gli Ospedali di Catanzaro, e per l’ insano e innaturale commercio che scaturiva dall’importazione di sangue con pregiudizio della stessa salute degli ammalati, sia pure animati da tanta fantasia e immaginazione, queste meravigliose persone, non potevano concepire quale forza di realizzazione avrebbe avuto quel sogno che le aveva portate lì, il sogno di creare una rete di solidarietà che muovesse da un gesto piccolo, umile e concreto: il dono di parte del proprio sangue a favore di chi ne ha bisogno.
E sono stati anche lungimiranti nell’aver concepito fondamentale e importante che anche a Soverato fosse l’Avis, come avveniva ormai da 55 anni in Italia, a promuovere la diffusione della cultura della donazione e della raccolta del sangue come gesto gratuito d’amore e di solidarietà civile.
Era il 5 febbbraio1982 e anche a Soverato nasceva l’Avis grazie alla volontà di un gruppo di pionieri ed alla sensibilità del compianto Dott. Raffaele Notarangelo.
L’anno successivo, nel 1983, si stipulava una convenzione economica-sanitaria con l’ASL n. 20 di Soverato, la prima in Calabria: in tal modo si garantiva all’Ospedale di Soverato il sangue occorrente per gli interventi chirurgici e di primo soccorso.
Un’altra persona ha un ruolo fondamentale nella storia della nostra Avis, leggo da una nota della Presidente Maria Antonietta Macrina “I primi anni della nostra vita avisina non sono stati facili: abbiamo dovuto superare diffidenze e ostacoli di varia natura… dobbiamo però dire che sul nostro cammino abbiamo incontrato un’altra persona stupenda la dott.ssa Galiano, allora primario al Centro Trasfusionale di Catanzaro. Si istaurò una fattiva collaborazione con il suddetto Centro che accolse la nostra iniziativa di effettuare le donazioni di sangue non presso lo stesso Centro Trasfusionale, ma sul territorio di competenza di Soverato, con unità mobile di raccolta”.
E' doveroso sottolineare che le attività di raccolta sangue, a cura di volontari soveratesi, sul territorio del comprensorio, sono antecedenti alla stessa costituzione della nostra Avis Comunale. Grazie alla preziosa collaborazione dell' Avis Comunale di Reggio Calabria, che ha avuto una parte attiva nella fondazione dell’’Avis di Soverato, si disponeva dell’Automoteca , un automezzo che consentiva di girare nei Comuni del comprensorio sensibilizzando le popolazioni alla donazione e raccogliendo il sangue.
Nel 1982 erano poche le sezioni Comunali Avis attive nella nostra Regione, soltanto a tre nell’allora provincia di Catanzato: Crotone, Vibo Valenzia e Soverato.
L’azione di sensibilizzazione degli avisini soveratesi è sta la spinta propulsiva per la nascita di diverse altre benemerite consorelle comunali del nostro comprensorio( Chiaravalle C.le -1992-, Montepaone/Montauro -1992-, Petrizzi -1993-, Girifalco -1994-, Squillace -1994-, Badolato -1995-, Guardavalle -1999-, Gasperina -1999-). Che contribuiranno, assieme alla ben organizzata Avis Provinciale di Catanzaro, a far raggiungere nel 2003, e mantenere negli anni successivi, alla nostra Calabria l’autosufficienza di sangue.
L’Avis di Soverato, che sarà intestata alla compianta cofondatrice Rossella Anastasio, fin dalle origine, è stata attenta non solo alla crescita esterna della nostra Avis ma anche alla formazione di una classe dirigente motivata e responsabile. Gli incontri del Consiglio Direttivo rappresentarono l’occasione propizia per fare comunità e formazione. Una prassi consolidata e favorita dalla circostanza che agli albori avvenivano in casa della Presidente Maria Antonietta Macrina sempre ospitale, disponibile ed entusiasta da contagiare tutti i partecipanti.
I donatori aumentavano, l’autoemoteca ormai non era più sufficiente, c’era l’esigenza di disporre di un ambiente chiuso ove allestire una sala prelievi e dei locali per la sede sociale, luogo fisico visibile non solo per i componenti del Consiglio Direttivo, ma per tutti i soci donatori e sostenitori.
Ci venne incontro l’allora USL assegnandoci una stanza al Terzo Piano di un immobile sito in Via Giordano Bruno. Così abbiamo avuto la nostra prima sede, un momento importante per l’Associazione e altamente gratificante. Poteva indurre ad una pausa, invece ha dato consapevolezza dei propri mezzi e rappresentato la spinta propulsiva per fare meglio e di più.
Nei nuovi locali si predisposero progetti vari per il coinvolgimento degli enti locali, associazioni e istituzioni, si concepirono nuove e varie attività di divulgazione dell’Avis, del dono in generale e del sangue in particolare, di promozione della cultura della salute e della solidarietà.
La “Festa della Primavera” ha rappresentato per diversi anni un momento di verifica, di promozione e di coinvolgimento dei donatori e della società civile.
l’Avis Comunale Soverato “Rossella Anastasio” è stata sempre e rimane disponibile a forme di collaborazione con persone, Associazioni, Enti e Istituzioni che si impegnano a sviluppare fortemente l’interesse della collettività ai temi della solidarietà come valore civico e favorire l’acquisizione di abilità e competenze perché si possa decidere autonomamente in libertà e assumere le proprie responsabilità anche verso temi di rilevanza sociale come la donazione di sangue.
Nascono su questi presupposti diverse preziose collaborazioni:
Con le parrocchie, i cui locali sono stati e in alcuni casi restano ancora, punti di raccolta.
Con le Amministrazione Comunali- quella di Soverato e Satriano dedicheranno una via cittadina “ai Donatori di sangue”, con le Pro-loco, con altre Associazioni culturali: A Ruga e Davoli- Gruppo Incontro Biblioteca Davoli- ASCA(Associazione della Cultura e dell’Arte Soverato); con il Lions Club di Soverato che nel 1993 si rende promotore di una sottoscrizione per l’acquisto di un’ambulanza.
Con l’Arma dei Carabinieri nei locali della cui compagnia è orma tradizione organizzare più volte all’anno giornate di raccolta aperte anche ai civili oltre che agli altri agenti delle Forze Armate, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.
Con le Scuole in cui da numerosi anni ( -Istituto Tecnico Superiore “Giovanni Malafarina” e’Istituto Alberghiero di Soverato- ) ci viene consentito di dialogare con gli studenti sui temi della solidarietà, della donazione del sangue e della cittadinanza attiva e responsabile, una prassi iniziata dallo scoro anno anche nel Liceo Scientifico, nell’Istituto Tecnico Commerciale e nell’Istituto Comprensivo Soverato 1 di Via Olimpia.
Non è mancata la generosità di privati che hanno messo a nostra disposizione proprie strutture ove ubicare temporanei punti di raccolta: Dr. Antonio Matozzo e dr. Sergio Rispoli.
OGGI l’Avis Comunale Soverato “Rossella Anastasio” svolge la sua attività sociale sul territorio dei quattro comuni di Soverato-Satriano-San Sostene e Davoli nell’ambito di una popolazione di circa 20.000 abitanti.
I nostri donatori sono 665 di cui 211 donne e 454 uomini. I soci tesserati sono 467 e i soci collaboratori sono 5 .
11 sono i componenti del Consiglio Direttivo.
La raccolta a fine 2011 è stata di 1.062 unità di sangue, un lusinghiero risultato che andremo a replicare anche nel corrente anno essendo la raccolta già attestata a quota 1.110 unita.
Ciò ci rafforza nel convincimento che la politica di promulgazione del dono del sangue finora svolta va nella giusta direzione. Siamo altresì consapevole che molto probabilmente questo in futuro prossimo, che è domani, non basta più.
Entro il 2014 tutti i punti di raccolta sangue dovranno essere adeguati alla nuova normativa sui requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per le attività trasfusionali. Stiamo sbarcando in un mondo che cambierà il modo della raccolta del sangue, cambiamenti, conseguenza dell’applicazione di norme comunitarie e nazionali, adottati, è bene ribadirlo, a garanzia esclusivamente del donatore, della qualità del sangue e quindi del ricevente.
Questo nuovo approccio alla donazione che auspichiamo possa ottenere la più vasta condivisione dei donatori, potrà costituire l’occasione per favorire, in una auspicata riorganizzazione del sistema sanitario e quindi trasfusionale calabrese, la cultura della donazione in aferesi, meno invasiva, mirata ed intelligente che contribuirà al perseguimento dell’importante e fondamentale obbiettivo: l’autosufficienza di plasma.
In questo contesto stiamo verificando, assieme alle Istituzioni locali, quali concrete possibilità abbiamo di realizzare una sede sociale conforme ai dettami normativi che, promuovendo più efficacemente l’immagine dell’Avis sul territorio, sia riferimento non solo del donatore ma di tutta la popolazione che vive nel nostro ambito operativo e di cui interpreta le necessità.
Concludendo rinnovo il mio grazie ai soci fondatori per la felice intuizione di affidare all’Avis la funzione di promulgazione della cultura della donazione e della raccolta sangue e ai tanti generosi donatori che hanno aderito in questi trent’anni e che hanno reso possibile un miracolo d’amore: la raccolta anonima, associata, periodica e gratuita, di migliaia di sacche di sangue che hanno alleviato tante sofferenze e salvato vite umane.
Rocco Chiaravalloti
Presidente Avis Comunale “Rossella Anastasio” Soverato
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contributo del nostro socio donatore, prof. Ulderico Nisticò- letterato e storico – redatto in occasione della festa del trentennale di fondazione della Comunale Avis Soverato (1-12-2012)
Mentre l’AVIS radunava volontari e raccoglieva sacche, a Soverato succedevano molte cose di diversa natura e diverso esito.
Negli anni 1980 l’impianto urbano della città si espandeva rapidamente. Nascevano: la zona detta allora 167, oggi comunemente via Amirante o cooperative; la Panoramica, che, concepita come zona residenziale di lusso,
diventò presto solo residenziale; la Cuturella e via Trento e Trieste; Turrati; mentre a Soverato Superiore si costruiva e verso il monte e verso il mare, ma sempre ai limiti della collina. Che la crescita topografica e demografica sia stata anche economica e sociale, chi scrive pensa il contrario: ma è un altro discorso. Il fervore di costruzioni e di trasferimento dai paesi interni verso Soverato venne a scemare già prima della fine del secolo scorso, e oggi può dirsi cessato. Si devono constatare anche esodi da Soverato verso centri costieri confinanti.
Veniva meno l’antico sistema dei commerci all’ingrosso, che aveva fatto la fortuna della Soverato ottocentesca e della prima metà del Novecento; e cresceva, anche eccessivamente, il numero degli esercizi al dettaglio. Si aprivano molti nuovi ristoranti e stabilimenti balneari; al contrario, e pessimo segno, molti alberghi venivano chiusi o trasformati in condomini. Si completava il sistema scolastico statale con Liceo Scientifico, Istituto Commerciale, Istituto Geometri, Alberghiero, non senza qualche problema logistico. Continuava la lunga storia del Liceo Classico salesiano; adeguandosi alle riorganizzazioni nazionali, l’Istituto Magistrale delle Suore salesiane si ristrutturava in corsi di Liceo pedagogico. Ebbero vita anche una Scuola per assistenti sociali, un Liceo linguistico e un Istituto per recupero anni scolastici.
Era un tempo in cui in Italia cresceva tutto il terziario possibile. Ecco a Soverato, dopo lunghissima attesa, il Presidio Ospedaliero, con Unità Sanitaria Locale e vari servizi sanitari; uffici pubblici finanziari e territoriali; le stazioni di Carabinieri e Finanza divennero rispettivamente Compagnia e Tenenza; seguiranno un Comando di Guardia Costiera, una delegazione di Polizia Stradale e un distaccamento di Vigili del fuoco.
Restava insoddisfatto il desiderio di sedi giudiziarie. In tempi più recenti, anche Soverato ha subito delle riduzioni di uffici e autonomie. Mentre si rinunciava alle Terme, distrutte dalla mareggiata e i resti rimossi, e ad altri progetti di troppo largo respiro, sorgevano il Teatro comunale, l’Acquario, la Villa comunale e il Giardino botanico.
Le scuole e gli uffici e servizi, molti presenti solo in Soverato, ne fanno una città di flussi e punto di riferimento di un vasto comprensorio dalle porte di Catanzaro al Basso Ionio, a più tratti della provincia di Reggio C. e di quella, istituita nel 1992, di Vibo V.
Irrisolto, rispetto a questa funzione, è il problema delle vie di comunicazione. La ferrovia ionica, giunta a Soverato nel 1875, subisce continue diminuzioni di traffico; l’ammodernamento della statale 106, quasi solo nominalmente detta E90, è poco più di una promessa, realizzatasi solo una bretella a monte della città; ed è lontana la Trasversale delle Serre.I trasporti marittimi, origine stessa dello sviluppo soveratese, sono un ricordo di belle fotografie.
L’informazione, pur con alterne vicende, è affidata a riviste locali, radio ed emittenti televisive. Sono stati pubblicati molti libri sulla storia di Soverato o su singoli argomenti cittadini.
Negli anni 1980 c’era ancora la Prima repubblica nel pieno della partitocrazia. Dal 1975 la vita politica comunale venne segnata da una dialettica tra democristiani e socialisti, con il sostegno precario di altri partiti e un rapporto ambivalente con i comunisti; unica opposizione, i missini, ma non senza tentazioni collaborazionistiche! Difficile seguire il turbinio di maggioranze e crisi periodiche e di fatto programmate, e qui ricordiamo i sindaci, a loro volta spesso presenze fugaci: 1979-82, Sandro Nisticò (Psi); 1982-83 Domenico Giorla (Dc); ancora Antonino Calabretta; 1985-88 Francesco Tiani (Dc); 1988-89, Antonio Caminiti (Dc); 1989-91 Giuseppe Gualtieri (Dc); 1991-93 Gerardo Pagano (Dc). Nel tempo della più o meno genuina Seconda repubblica, dal 1993 al 2001, Gianni Calabretta con il movimento composito Pedalando Volare; seguì Raffaele Mancini di centrodestra; e, dal 2011, è sindaco Leonardo Taverniti. Il quadro politico soveratese si è stabilizzato sul centrodestra come oggi s’intende. Secondo una cattiva tradizione, la città non riesce a esprimere una rappresentanza politica nazionale, e nemmeno un consigliere regionale, e il suo peso politico in Calabria è nettamente inferiore a quello economico e demografico.
Città in gran parte nuova, Soverato è priva di aggregazioni naturali e di parentele; nascono perciò le molte associazioni culturali e di volontariato, che, con diverse vocazioni e valenze, consentono incontri periodici e collaborazioni: l’AVIS è una di queste, e meritano ricordo anche Afadi, Banda Musicale, Biblioteca delle donne, Croce Rossa, Exallievi salesiani, Exallievi M. Ausiliatrice, Fidapa, Grillo, Lions, Misericordia, Mogli Medici, Proloco, Rotary, San Gerardo, Soroptmist, Unitalsi, Università Terza Età. Più recentemente hanno avuto vita i Quartieri.Molte e vivaci le manifestazioni culturali e di incontro: Carnevale, Convegni e conferenze, Feste religiose con programmi civili, Festival Magna Grecia, Giochi di Eutimo, Grandiosi spettacoli di teatro all’aperto (Resurrexit, Eutimo… ), Lunedì culturali, Presentazioni di libri, Sagre popolari, Stagioni teatrali del Comunale e del Grillo… Lo sport vedeva l’ascesa della Squadra di pallavolo in A2 e buon successo del calcio e altre discipline.
La Parrocchia di Soverato Marina, affidata dal 1941 ai Salesiani, costituisce con l’Oratorio un punto di riferimento anche sociale. La reggono, nel periodo considerato, i parroci don Alfonso Alfano, don Lindo Formato, don Luigi Benvegna, don Peppino Resta, don Rosario Adamo, don Italo Sammarro, don Tobia Carotenuto. Sono stati arcipreti di Soverato Superiore don Giorgio Pascolo, don Vincenzino Raspa, don Peppino Zoccali e nuovamente
don Pascolo.
Non sempre le vicende cittadine sono state liete. L’anno 2000 sarà ricordato per un evento naturale di nubifragio che, non senza responsabilità umane e di illegalità e di superficialità, causò tredici morti. Negli ultimi trent’anni la sociologia cittadina ha subito mutamenti che è bene considerare: prevale e cresce un ceto impiegatizio, di cui sono andati diminuendo negli anni il reddito relativo e lo stesso numero per effetto di pensionamenti e mancate sostituzioni. Il contesto produttivo non pare ai giovani aprire molte prospettive.
Pur con queste contraddizioni, Soverato resta la terza città della Provincia di Catanzaro, e ha in sé le energie morali e culturali per recuperare qualche passo indietro e tornare ad avanzare. Le associazioni di volontariato sono una delle sue più produttive energie.
Ulderico Nisticò
